

CENNI STORICI.
Nei nostri luoghi un tempo c’era una fattoria, destinata principalmente alla coltivazione di ulivi e cereali. Pochi gli ettari vitati, piccola la cantina, importanti le potenzialità.
A coglierle negli anni Settanta sono Domenico Poggiali e il figlio Giuseppe, ideatori della nostra filosofia vitivinicola. L’intuizione di dedicare tutti i vigneti alla coltivazione del Sangiovese si rivela una scelta illuminata e premiante, tanto che in nessun altro luogo come a Fèlsina sono presenti altrettanti cloni di Sangiovese (30!) abbinati a 7 diversi portainnesti, piantati in terreni molto eterogenei.
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Qualche anno dopo si unisce a loro il marito di Gloria Poggiali, Giuseppe Mazzocolin. Il suo incarico di sviluppare commercialmente l’azienda si distingue per un approccio illuminato in cui si fondono un’alta cultura umanistica e una visione innovativa, più valoriale, del mondo del Chianti. Grazie a lui l’identità e la reputazione di Fèlsina si consolidano e si diffondono nel mondo, ottenendo importanti riconoscimenti internazionali.
Il 1983 segna la prima annata di Rancia e Fontalloro, i migliori intepreti della nostra idea di viticoltura. Contestualmente vengono avviate quelle selezioni massali che nel tempo ci hanno consentito di conservare i cru di Fèlsina, esaltando il connubio vitigno-terra e l’idea che il terroir sia certamente un patrimonio geologico ma anche, e soprattutto, un elemento culturale.
Dal 1990 è Giovanni Poggiali a guidare scelte, nuovi impianti e sperimentazioni, nella consolidata convinzione che anche il futuro consista nella piena valorizzazione del Sangiovese, in ogni sua potenziale espressione.

AGRICOLTURA.
I poderi costituiscono da più di mille anni il nostro patrimonio colturale. Sentiamo una forte responsabilità nella tutela di questi terreni e della biodiversità che conservano: per questo oltre alle vigne e agli uliveti continuiamo a coltivare cereali, leguminose, saggina ed erbe foraggiere.
Ogni coltura è fattore di un circolo virtuoso che dalla Natura prende vita e che nella Natura ritorna, ogni volta arricchito e rigenerato. Le saggine del podere Arcidossino nutrono i fagiani della riserva di caccia; il birrificio utilizza esclusivamente l’orzo coltivato a Fèlsina.
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Nei nomi dei nostri poderi, viva è la memoria di antiche macine, attività agricole e storiche fucine: tra gli altri, ecco Molino d’Ombrone, Molinuzzo, Rancia, Fornace. Porzioni di terreni che raccontano un presente orientato al futuro perché nutrito dalla conoscenza del passato.

LA sostenibilità
La nostra agricoltura è biologica dai primi Anni Duemila. ‘Bio’ è però una scelta che ci guida fin dalle origini: siamo sempre stati convinti che la tutela di un ambiente integro si riverberi in modo diretto sulla qualità di ciò che coltiviamo. È un approccio che non riguarda solo le pratiche agronomiche ma anche la volontà di preservare in ogni modo l’ecosistema di Fèlsina. Dalle vigne ai prati, dai campi ai boschi.
La nostra è una scelta strutturale fondata sul rispetto dei cicli naturali, della fertilità dei suoli e della salute di piante e animali.
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È la ricerca meticolosa del migliore equlibrio tra le nostre umane attività e ciò che ci circonda: vigneti, seminativi, pascoli, boschi sono tutte parti interconnesse di un unico paesaggio.
Alla conduzione biologica abbiamo affiancato anche esperienze di sperimentazione biodinamica, intese come percorso di osservazione e conoscenza dei processi naturali. Le pratiche più coerenti e funzionali sono state integrate nel lavoro quotidiano, con un approccio pragmatico e mai ideologico.